Le salviette DELICLIN® sono dermatologicamente testate presso l'università di Ferrara e contengono sostanze attive specifiche per la detersione e il sollievo della zona anale. Tuttavia alcuni soggetti essere allergici verso uno o più principi attivi contenuti in DELICLIN®. In questo caso, è necessario consultare il proprio medico/farmacista di fiducia.
Un'adeguata detersione nella zona anale con salviette specificamente studiate come DELICLIN® è uno degli accorgimenti da mettere in atto in presenza di malattia emorroidaria. E' inoltre utile associare uno stile di vita sano (assunzione di acqua e di fibre come quelle presenti in FIBRAID® per regolarizzare la funzionalità intestinale) e, dietro consiglio del medico o farmacista di fiducia, assumere un prodotto ad azione flebotonica come FLEBEN®.
Studi clinici hanno dimostrato che la Centella, contenuta nelle salviette DELICLIN®, è in grado di prevenire e trattare efficacemente i disagi dovuti a sindromi emorroidali e a irritazioni anali.
La gravidanza è una situazione fisiologica predisponente lo sviluppo della malattia emorroidaria. Le salviette DELICLIN®, a meno di ipersensibilità accertata verso i componenti del prodotto, possono essere utilizzate in gravidanza con malattia emorroidaria o irritazioni anali.
Sì, le salviette DELICLIN® specificamente studiate per l'igiene intima in caso di malattia emorroidale e irritazione anale, possono essere usate dopo ogni evacuazione e tutte le volte che si desidera una sensazione di sollievo nella zona anale irritata.
No. Affermare che le emorroidi sono una malattia ereditaria è scorretto, perché una malattia ereditaria è tale quando viene trasmessa o dal padre o dalla madre. Per le emorroidi è invece corretto parlare di famigliarità, cioè in uno stesso gruppo famigliare è facile trovare individui che soffrono di questa malattia.
Le malattia emorroidaria peggiora in presenza di stitichezza perché lo sforzo durante la defecazione aumenta il dolore e può peggiorare il sanguinamento. L'assunzione di fibre presenti nella frutta e nella verdura e in integratori specificamente studiati, permette di contrastare la stitichezza, ammorbidire la massa fecale e ridurre lo sforzo al momento della defecazione.
La gravidanza predispone allo sviluppo della patologia emorroidaria perché aumenta la pressione esercitata dal feto sulle vene del plesso emorroidario, con conseguente dilatazione della parete venosa.
No. Esistono trattamenti chirurgici e non che permettono di risolvere il problema "emorroidi". Tra questi un trattamento innovativo, di ultima generazione, chiamato dearterializzazione emorroidaria transanale: si tratta di una tecnica THD-chirurgica che permette di risolvere definitivamente la malattia emorroidaria.
Non tutti i trattamenti chirurgici sono dolorosi. La tecnica THD-chirurgica pur essendo completamente risolutiva della malattia e totalmente indolore, ad oggi risulta essere il metodo meno traumatico ed invasivo per il trattamento della patologia.
L'integratore alimentare è, come dice il nome stesso, un prodotto che integra la carenza di alcune sostanze normalmente presenti nel corpo. Gli integratori infatti agiscono senza modificare le funzioni del corpo ma aiutandole. In particolare gli integratori a base di fibre aiutano a regolarizzare il transito intestinale.
I lassativi sono invece dei farmaci cheaumentano la motilità intestinale, ma possono causare effetti collaterali quali ad esempio dolori, flatulenza, crampi etc.
Inoltre l'uso eccessivo di lassativi può dare assuefazione,per cui l'organismo tende a non lavorare autonomamente.
Le fibre contenute in FIBRAID® FIBRE IN POLVERE svolgono un'azione prebiotica, cioè favoriscono il fisiologico sviluppo della flora batterica intestinale, costituita da bifido batteri e lactobacilli.
FIBRAID® FIBRE IN POLVERE è indicato in caso di alimentazione povera di fibre, quando è necessario regolarizzare il transito intestinale e favorire il fisiologico sviluppo della flora batterica intestinale. Grazie alle fibre contenute è utile come coadiuvante del trattamento della malattia emorroidaria e nella gestione pre e post intervento delle emorroidi.
Lo Psillio, presente in FIBRAID® FIBRE in polvere, è una fibra alimentare solubile, dotata di una elevata capacità di assorbire acqua. Agisce come lassativo meccanico e osmotico, poiché stimola la peristalsi intestinale e favorisce l'aumento della massa fecale rendendola morbida e facile da evacuare.
Lo Zinco contenuto in FIBRAID® FIBRE in polvere è importante per la sua capacità di stimolare le difese immunitarie, aiutando l'organismo a proteggersi dagli agenti che possono causare infiammazioni. Lo Zinco inoltre viene assorbito facilmente a livello intestinale grazie alle fibre alimentari contenute in FIBRAID® FIBRE in polvere.
Sì. Le fibre alimentari solubili come quelle contenute in FIBRAID® FIBRE in polvere, infatti, aiutando a regolarizzare il transito intestinale e favorendo la costituzione di boli fecali soffici e facili da evacuare, aiutano a ridurre la stitichezza che causa o peggiora la malattia emorroidaria.
Le fibre possono essere utili in caso di emorroidi?
FIBRAID® GEL FIBRE IN GEL è indicato in caso di alimentazione povera di fibre, quando è necessario regolarizzare il transito intestinale. Grazie alle fibre contenute è utile come coadiuvante del trattamento della malattia emorroidaria e nella gestione pre e post intervento delle emorroidi.Grazie ai suoi principi attivi svolge un'importante azione digestiva e antigonfiore.
Le fibre della linea FIBRAIDTM possono essere assunte in gravidanza, un momento fisiologico della vita della donna durante il quale, per un aumento della pressione endoaddominale, può aumentare la stitichezza e può svilupparsi la malattia emorroidaria.
Fibersol 2 è una fibra solubile innovativa che riduce il gonfiore addominale e contribuisce al benessere intestinale. Fibersol 2 inoltre, rallenta lo svuotamento gastrointestinale dando la sensazione di sazietà e riduce l'assorbimento dei Sali biliari e dello zucchero.
Lo Psillio, presente in FIBRAID® GEL è una fibra alimentare solubile dotata di un'elevata capacità di assorbire acqua. Agisce come lassativo meccanico e osmotico, poiché stimola la peristalsi dell'intestino e favorisce l'aumento della massa fecale rendendola morbida e facile da evacuare.
Sì. FLEBEN® è un integratore alimentare dispensabile in farmacia senza ricetta, dietro consiglio del proprio farmacista/medico di fiducia.
No. FLEBEN® è un integratore alimentare che va assunto lontano dai pasti per migliorarne l'assorbimento.
Sì perché contiene diosmina, troxerutina e meliloto, sostanze che migliorano la tonicità dei vasi, agiscono nelle vene del plesso emorroidario proteggendo la parete vasale da un eventuale sfiancamento e riducendo la stasi venosa.
L'assunzione di sostanze che migliorano la circolazione venosa è utile in presenza di malattia emorroidaria, ma è bene mettere in atto altri accorgimenti quali: aumentare l'apporto giornaliero di fibre e acqua, svolgere un'attività fisica per almeno 30 minuti al giorno e porre particolare attenzione all'igiene della zona peri-anale.
Grazie a numerosi studi clinici la Commissione Tedesca, nata all'interno del Ministero della Salute con il compito di promuovere la ricerca scientifica sulle piante medicinali, raccomanda il Meliloto nell'insufficienza venosa cronica, nelle tromboflebiti, nella sindrome post-trombotica e nella malattia emorroidaria.
L'IVC è una malattia cronica che può causare emorroidi?
Sì. L'IVC o Insufficienza Venosa Cronica è un disturbo che interessa le vene causando un rallentamento del flusso sanguigno venoso e dilatazione delle vene degli arti inferiori e/o del plesso emorroidario. In presenza di IVC a carico del presso emorroidario si formano le emorroidi.
Sì la gravidanza, per l'aumento di peso della donna e l'aumento della pressione endoaddominale dovuta al feto, è una condizione fisiologica predisponente lo sviluppo di IVC.
I principali sintomi di IVC sono il gonfiore alle gambe, la percezione di bruciore, formicolio e dolore all'altezza del polpaccio, la presenza di dolorosi crampi notturni, e anche lo sviluppo della malattia emorroidaria.
Piccoli accorgimenti riguardanti l'alimentazione e lo stile di vita sono utili per la prevenzione e per il trattamento dell'IVC. Principalmente si tratta di introdurre nella dieta fibre e acqua per prevenire la stipsi, evitare scarpe con tacchi troppo alti (oltre i 5 cm) e indumenti o cinture troppo stretti in vita, dormire con le gambe leggermente sollevate, camminare per almeno 30 minuti al giorno. Quando questi cambiamenti non sono sufficienti è utile l'assunzione di integratori contenenti sostanze flebotoniche.
La prima causa della Sindrome da Intestino Irritabile è lo stress, seguito da abitudini alimentari non adeguate o da reazioni avverse a determinati alimenti. Altri fattori responsabili dell'insorgenza della Sindrome dell'Intestino Irritabile sono disturbi del sistema gastroenterico (infezioni, processi infiammatori, rallentamento del transito intestinale) o una familiarità positiva per questi disturbi.
Da recenti indagini sono soprattutto le donne a soffrire di questo disturbo, che peggiora notevolmente la qualità della vita.
I sintomi più frequenti sono dolore addominale che si attenua dopo l'evacuazione, sensazione di gonfiore addominale, meteorismo, flatulenza e alternanza di episodi di stipsi e di diarrea. Per diagnosticare la Sindrome da Intestino Irritabile è necessario rivolgersi al medico.
Trattare la sindrome da intestino irritabile è possibile seguendo i consigli del proprio medico di fiducia. Nel periodo in cui prevale la stitichezza è consigliata l'assunzione di fibre alimentari che agiscono come regolarizzanti intestinali (l'uso dei lassativi è consigliato nei casi più ostinati), in presenza di diarrea invece è possibile far ricorso a farmaci antidiarroici. Per la componente ansiosa, fattore determinante nello sviluppo della malattia, il medico può prescrivere antidepressivi e ansiolitici. Alla terapia farmacologica è comunque necessario associare uno stile di vita sano e un'alimentazione equilibrata.
Le fibre sono utili nel trattamento della Sindrome da Intestino Irritabile poiché, in presenza di stipsi, aiutano ad aumentare il volume delle feci e di conseguenza la velocità di transito intestinale. Sono importanti regolarizzatori della funzionalità intestinale.
Sì, poiché lavaggi troppo frequenti tendono a rimuovere le sostanze protettive prodotte fisiologicamente dalle ghiandole presenti in loco.
Lo sfregamento della zona anale conseguente al pizzicore che il soggetto avverte, può portare alla formazione di piccole lesioni che peggiorano il pizzicore e inducono ad aumentare i lavaggi per trarne un momentaneo sollievo, alterando però l'ecosistema protettivo locale.
Il prurito della zona anale può essere causato dalla malattia emorroidaria e/o dalla presenza di ragadi anali.
E' importante porre attenzione all'alimentazione poiché in alcuni casi questo disturbo è dovuto ad un eccessiva assunzione di alcolici (in particolare la birra), tè, caffè e cola e di cibi come cioccolato e pomodori che agiscono come irritanti della mucosa intestinale e determinano un aumento della frequenza delle evacuazioni.
Sì, ad esempio salviette ad azione lenitiva e antiprurito.
No. Queste piccole lacerazioni cutanee causano disturbi che incidono negativamente sulla qualità di vita dei pazienti quali bruciore e dolore più o meno intenso al momento della defecazione, perdite di sangue di colore rosso vivo, prurito anale. In alcuni casi il dolore può continuare anche dopo la defecazione.
I medici consigliano diversi trattamenti come l'applicazione di preparazioni topiche (pomate) a base di glicerina, iniezioni di botulino, incisione dello sfintere anale, dilatatori meccanici. Un maggior consumo di fibre e d acqua, da soli o in associazione ai trattamenti elencati, sono utili per evitare l'insorgere della stipsi, che può determinare lo sviluppo o il peggioramento delle ragadi.
Uno stile di vita sedentario e un'alimentazione povera di fibre e acqua può favorire l'insorgere della stitichezza. In presenza di stipsi lo sfintere anale si dilata eccessivamente determinando in alcuni soggetti la formazione di piccole lacerazioni cutanee (ragadi) in prossimità dell'ano.
Le più frequenti conseguenze della stipsi sono la comparsa di dolori addominali, sensazione di gonfiore addominale e anche difficoltà digestive. Una stipsi persistente determina una eccessiva pressione al momento dell'evacuazione e può portare allo sviluppo della malattia emorroidaria.
Sì. In gravidanza, infatti, alcuni ormoni prodotti dalla donna, come il progesterone, limitano la peristalsi intestinale con conseguenti difficoltà all'evacuazione. Il feto inoltre preme sulle vene della pelvi e sulle vene rettali ed anali favorendo l'insorgenza della malattia emorroidaria, che a sua volta può determinare stipsi.
A differenza di altre categorie di prodotti, i lassativi in particolare, che non devono essere assunti per periodi prolungati poiché possono causare dipendenza, le fibre regolarizzano la funzionalità intestinale che possono essere assunti anche per periodi prolungati, dietro consiglio del medico o del proprio farmacista di fiducia.